Per il Fmi l'economia italiana è sulla buona strada
L'Italia è "sulla buona strada" e se manterrà il cammino intrapreso "gran parte del lavoro di aggiustamento sarà compiuto" entro la fine dell'anno. Lo ha detto il vice direttore per la ricerca del Fondo monetario internazionale, Jorg Decressin, durante una conferenza stampa. L'economista ha anche sottolineato che "per il 2014 le prospettive di crescita sono migliori" e ha invitato il nostro paese a procedere con riforme strutturali "in varie aree" per "accelerare il tasso di crescita" dell'economia.
8 AGO 20

L'Italia è "sulla buona strada" e se manterrà il cammino intrapreso "gran parte del lavoro di aggiustamento sarà compiuto" entro la fine dell'anno. Lo ha detto il vice direttore per la ricerca del Fondo monetario internazionale, Jorg Decressin, durante una conferenza stampa. L'economista ha anche sottolineato che "per il 2014 le prospettive di crescita sono migliori" e ha invitato il nostro paese a procedere con riforme strutturali "in varie aree" per "accelerare il tasso di crescita" dell'economia. Per uscire dalla crisi, l'Eurozona dovrà "continuare a consolidarsi fiscalmente" e ad "adottare riforme strutturali per aumentare la propria competitività", hanno sottolineato gli economisti.
DISOCCUPAZIONE - Nel World Economic Outlook del Fmi sono contenuti anche i dati riguardanti il tasso di disoccupazione dei paesi dell'area euro. Il documento dice che ci sarebbe una brusca salita per il tasso di disoccupazione in Italia che dal 10,6% del 2012 per quest'anno è previsto al 12,0% per poi crescere ancora al 12,4% nel 2014. Dagli stessi dati emerge una ulteriore, drammatica crescita del tasso di senza lavoro in Spagna, che nel 2013 dovrebbe passare al 27% per poi scendere al 26,5% il prossimo anno.
L'andamento al rialzo del livello di disoccupazione peraltro coinvolge pressoché tutti i paesi europei, con la Francia che dovrebbe passare dal 10,2% dello scorso anno all'11,2% del 2013 mentre la Grecia dovrebbe affiancare la Spagna con un 27% nell'anno in corso (26% nel 2014). E se anche la Germania fa segnare un +0,2% (dal 5,5 al 5,7% di disoccupazione), il calo più significativo nell'Eurozona dovrebbe registrarsi in Irlanda con un passaggio dal 14,7% del 2012 al 14,2% dell'anno in corso.
L'andamento al rialzo del livello di disoccupazione peraltro coinvolge pressoché tutti i paesi europei, con la Francia che dovrebbe passare dal 10,2% dello scorso anno all'11,2% del 2013 mentre la Grecia dovrebbe affiancare la Spagna con un 27% nell'anno in corso (26% nel 2014). E se anche la Germania fa segnare un +0,2% (dal 5,5 al 5,7% di disoccupazione), il calo più significativo nell'Eurozona dovrebbe registrarsi in Irlanda con un passaggio dal 14,7% del 2012 al 14,2% dell'anno in corso.
SPREAD - "Nell'area dell'euro, gli spread sui titoli sovrani dei paesi periferici sono scesi. Per la prima volta nell'ultimo anno alcune economie della periferia hanno collocato con successo grandi quantità di titoli di Stato a lungo termine. Ma questi miglioramenti sono fragili, come suggerito dalla maggiore volatilità degli spread periferici in risposta alle incertezze politiche in Italia e agli eventi di Cipro", si legge nel 'World Economic Outlook' appena diffuso. Peraltro, si legge ancora nel Weo, "gli spread più bassi e la migliorata liquidità del sistema bancario devono ancora tradursi in migliori condizioni di prestito al settore privato o in un'attività economica più forte". E "raggiungere questi risultati potrebbe rivelarsi anche più impegnativo viste le condizioni finanziarie, che restano molto sensibili alle evoluzioni nel sentimento dei mercati".